Skip to content

I vantaggi di essere poveri

3 giugno 2011

Questa è una traduzione, il post originale si trova qui.
Per alcuni, essere poveri è imbarazzante e vergognoso, per altri essere poveri è qualcosa di cui si sentono grati, e lo usano a proprio vantaggio per vivere meglio.
Se sei povero, non sentirti male perché potresti effettivamente avere più vantaggi di chi ha un conto ricco.

Essere poveri rafforza e motiva.

Per alcuni potrebbe essere difficile da credere, ma avere pochi soldi può spingere le persone al successo. Ma può anche portare alcune persone all’auto distruzione. Dipende dal modo in cui una persona reagisce ad una situazione finanziaria. Non diventare geloso, perché l’erba del vicino non è sempre così verde come sembra.

Se pensi che hai bisogno di soldi per archiviare un sogno dovresti pensare ancora. Stai meglio con pochi soldi, anche se devi avviare un attività. Quando non hai soldi, hai la libertà di comprare i tuoi sogni senza la paura di perdere soldi o di rovinarti finanziariamente. La paura è il più grande deterrente per il successo. La paura di perdere i soldi è probabilmente la più grande paura per molti, e tu puoi semplicemente non averla essendo povero.

So che ci sono alcune persone che ribatteranno dicendo che hai bisogno dei soldi per archiviare molti sogni. Ancora non lo credo. Ci sono alcune storie di persone che con duro lavoro e perseveranza da una situazione di povertà sono riuscite ad avere successo economicamente. Il detto “volere è potere” è sicuramente vero.
Se vuoi archiviare i tuoi sogni con pochi soldi:

  • Usa il tuo talento: puoi imparare molte cose, ma ci sono alcune cose che potresti avere dalla nascita. Ti danno un vantaggio sulle altre persone. Sfruttale e probabilmente riuscirai ad archiviare qualche desiderio.
  • Usa internet: Se stai leggendo questo articolo allora hai una connessione internet. Il web è uno dei più grandi e poco costosi strumenti che ti aiutano a raggiungere i tuoi sogni. E’ un ruba tempo per alcuni, ma se stai concentrato, le opportunità sono molte. I network sociali danno a tutti l’opportunità di farsi conoscere.
  • Datti una cultura: Lo studio non discrimina, ricchi o poveri non fa differenza. Anche se non hai titoli di studio puoi ancora studiare. Lo studio ha più potere dei soldi.

Se stai leggendo questo articolo, allora veramente non sei povero. Hai una connessione a internet, che significa che hai l’elettricità, che significa che hai un tetto, il che non viene considerato come essere poveri, non importa cosa le statistiche dicono.

Hai più beni di più persone che vivono in altri paesi. Anche se stai leggendo questo articolo in libreria perché non puoi comprare un computer, sei meno povero di quanto credi. Quindi prima di continuare a leggere, ricordati che la parola povero è una parola tanto usata che ha perso il suo significato.

Non puoi comprare una famiglia, ne la felicità. Non puoi comprare il tempo. Ci sono molte cose nella vita che non puoi comprare. Anche se sei povero hai accesso a tutte queste cose. Quindi se ci pensi sei ricco come tutti.

Original article is here.

Annunci

Persone che da niente sono diventate ricche

3 giugno 2011

Di seguito alcune storie di persone che da una soglia di povertà, o da lavori manuali, sono diventate ricche.

Andrew Carnegie: nato nel 1835, immigrato in america il suo primo lavoro fu come operaio presso una centrale elettrica. Divenne prima archivista, poi corriere. In seguito fece carriera presso una ditta di telegrafi. Fondò una compagnia di lavorazione del ferro da cui venne la sua fortuna economica, diventanto il secondo uomo più ricco della storia, se non il primo essendo partito con pochi soldi. Donò molti dei suoi soldi per la costruzione di università e altro.

Liz Murray: nata nel 1980, è un interlecutrice conosciuta per essere stata una senza tetto nella gioventù che in seguito è riuscitata a far carriera.

(1980-09-23)
Nata nel Bronx, da dei genitori poveri a drogati, che in seguito hanno contratto il virus HIV. E’ diventata una senza tetto all’età di 15 anni, quando la madre morì di AIDS, e il padre andò a vivere in un centro di accoglienza. Iniziò i suoi studi tardi ma riusci a diplomarsi in soli due anni, duranti i quali non aveva una casa stabile e doveva mantenere la sorella.

Premiata da una rivista, riusci ad avere una borsa di studio per Harvad, nel 2000. Nel 2001 abbandonò gli studi per dedicarsi al padre che poi mori di AIDS nel 2006. Durante questo periodo iniziò la carriera di interlocutrice. Nel 2006 fu riaccettata ad Harvard dove si graduò nel 2009. Un film sulla sua vita fu rilasciato in seguito.

Christopher Gardner: Nato nel 1954, era un senzatetto, che cerco di fare carriera mantenendo il figlio. Il suo libro “la ricerca della felicità” inspiro in seguito il film con lo stesso titolo. Fu conosciuto per la sua tenacietà che lo portarono a fare carriera come interlecutore, imprenditore e borsista.

Pensi di essere senza soldi? Probabilmente no.

17 maggio 2011

Questa è una traduzione, il post originale è di Donna Freedman e lo trovate qui in inglese.

Visito frequentemente mia zia Dot, che ha 87 anni ed è veramente fragile a causa di problemi di salute.

Lei e il figlio vivono con una pensione di invalidità e in più un piccola pensione che lei riceve. Una sera ho scoperto che avevano esattamente 1€ dentro casa. Il suo assegno stava per scadere il giorno successivo così lei decise di andare in banca per ritirarlo.

La banca è almeno un chilometro da dove Dot vive. Ed ho menzionato che lei vive attaccata ad una bombola dell’ossigeno?
Se avesse avuto 2€ in più avrebbe potuto prendere un autobus. Ma non li aveva.

Questo significa non avere soldi.

Tempo fa Dot poteva muoversi dal divano alla cucina, o dal divano al bagno, ora è permanentemente seduta nel suo soggiorno. Tuttavia stava per percorrere un chilometro, col suo figlio di 69 anni che gli portava la maschera di ossigeno dietro, per riscuotere il suo assegno.

Ogni volta che vengo pagata, mando a Dot qualche soldo. Infatti, le diedi un po’ di soldi la settimana prima, ma sono stati spesi per il dottore. Quando ho sentito la tariffa dell’autobus, gentilmente ho insistito nel darle alcuni soldi extra.

All’inizio ha rifiutato, dicendo che mi era costato già troppo andare da lei. Ho continuato ad insistere, gentilmente. Finalmente ha preso le quattro banconote da 1€ che avevo nel mio portafogli, arrabbiandosi che sarei rimasta senza soldi.

La cosa mi ha fatto pensare molto a tutte le lamentele che leggo.

Smettete di lamentarvi.

Se sento una persona ancora lamentarsi su come “sta senza soldi” mentre beve una tazza di latte e riceve messagi al telefono, potrei versagli il caffè addosso.

Quando sei malato ed hai giusto 1€ nella casa…. bhe, vai avanti e lamentati. Mia zia Dot non l’ha fatto, tra parentesi. Si è solo limitata a dire “Ho meno soldi del solito”.

Quindi voi tutti che siete vivi e vegeti ed incuranti dei vostri soldi: per favore state zitti.

Smettetela di cazzeggiare su quanto “poveri” siete prima della paga…. mentre mangiate e bevete birra al bar.

Per favore smettetela di lamentarvi sul fatto che non potete permettervi una “vera” vacanza. Questo significa che avete già un lavoro da dove prendere una vacanza. Sapete quante persone ucciderebbero per avere un lavoro, qualsiasi lavoro, lasciamo stare la paga e le ferie.

Per favore non abbonatevi al satellite anche se state derubando un amico per pagarne un altro ogni mese.

Per favore non mi contattate con le voltre avventure finanziare che finiscono con la dicitura “Mandato dal mio iPhone”. Questi sono tutti esempi veri.

Nessuno di voi è realmente senza soldi. Semplicemente non usate bene i vostri soldi.

E avete bisogno di trovare un altro modo per vivere prima di finire attaccati a una bombola con un solo assegno. Allora forse saprete come ci si sente a stare senza soldi realmente.

Original article is here.

Come vivere bene da poveri.

17 maggio 2011

Non ti servono soldi per vivere bene. Certo, potresti non finire in abiti costosi mentre vai in giro per la citta su una macchina costosa, ma puoi ancora avere qualsiasi cosa ti serva per vivere a discapito dei piaceri

– Dimentica l’ossessione per le cose. Il primo motivo per il quale le persone si sentono povere, anche se non lo sono secondo la soglia di povertà, è che non hanno le schifezze che credono di volere. Questo include case costose, 5.000 paia di scarpe e una vista sul mare. Pensa quanto costano mantenere tutte queste cose. Smetti di credere a tutte le cose che il consumismo ti tira.

– Tieni una lista di gratitudine. Ogni giorno, scrivi almeno 5 cose per le quali ti senti grato. Senza duplicati. Presto ti accorgerai quanto la vita è ricca, soldi o no.

– Improvvisa. La tua casa potrebbe diventarti di valore se l’arredi con le cose che ti piacciono. E mantiani ogni cosa pulita e al massimo delle condizioni.

– Vai agli eventi gratis. La tua vita sociale non deve soffrire dal fatto che non puoi comprare biglietti del cinema. I giornali locali spesso contengono liste di molti eventi gratuiti. Ricordati che la natura è gratis, fai una camminata sotto il tramonto. Corsi gratuiti aiuteranno a mantenere alto il livello di cultura.

– Frequenta le svendite. Le possibilità che puoi trovare quello che ti serve a un costo ridotto sono molte.

– Chiediti cosa ti piaccia veramente. Quelli che basano la loro vita sulle cose finiscono depresse non appena un nuovo oggetto di valore più alto esce fuori.

Intervista a Donna Freedman, una povera famosa.

17 maggio 2011
Questa è una traduzione, il post originale è di Donna Freedman e lo trovate qui in inglese.

Non mi considero deprivata, anche se posso capire perché alcune persone pensano cosi. Non ho un portatile, una TV, un lettore DVD, uno stereo, un iPod, una console di videogiochi, un BlackBerry o molte delle cose marchiate come necessarie.

Tuttavia ho del cibo, una dimora, una famiglia, degli amici, una radio, un pass per l’autobus, una tessera per la libreria e la possibilità di frequentare un università rispettata. Come potrei considerarmi “povera” quando molte persone non hanno da mangiare, un posto per dormire e nessuna possibilità per migliorare la propria situazione?
C’è già un altro motivo per il quale non mi considero povera, il bagaglio sociale associato alla parola: le persone povere sono pigre, stupide, immorali, svergognate e incapaci di prendere una qualsiasi buona decisione. Le persone povere sono perdenti, la nostra società ama i vincenti. Vogliamo che i poveri scambino i loro stracci per diventare ricchi. Li vogliamo sognare di arricchirsi.
Più di tutto, vogliamo credere che le persone povere sono incapaci e immorali, e sempre da incolpare per la loro povertà. Altrimenti, dovremmo accettare la possibilità che qualche giorno, anche noi potremmo fare i conti con la povertà.
Non sono abbastanza sciocca da pensare che alcune persone non facciano delle cattive scelte. Ma non sono neanche mentalmente ristretta da credere che le persone povere sono povere solo perché patologicamente incapaci di arricchirsi.
Molti di loro sono cosi perché malati, disoccupati, mancano di educazione, non hanno avuto opportunità. Più di un famigliare nella mia famiglia sono tra di essi. Ho scherzato con una cugina che la nostra famiglia ha praticato il “come essere poveri” per tutta la vita. Lei era in accordo. “Poveri è come essere” ha detto “ e non chiedi, “come?” Lo sei e basta.”
Sono cresciuta sempre senza soldi e sono rimasta cosi fino agli inizi dei miei 20 anni. Il matrimonio e la carriera mi hanno tenuta adagiata in una classe di mezzo per più di 10 anni. Ora sono divorziata, studente, e senza soldi ancora.
A parte quello, non sono senza soldi. Sono povera. Sto ridefinendo la parola cosi che possa perdere il suo significato spregievole. Essere poveri è quello che potrebbe essere definita un abilita utile per vivere. E credo che sia effettivamente un abilita che molte persone potrebbero usare, che abbiano carte di credito, debiti o borse di studio. Essere poveri per un po, è come fare una scelta per imparare ad amministrare meglio i soldi, sarebbe meglio per loro.

Ecco quindi, alcune regole per essere poveri:

  • Avere pochi soldi
  • Viverci
  • La seconda vi cambierà la vita, se lo saprete fare.

Essere poveri significa guardare con severità ai propri bisogni, separandoli dai desideri. (Ho fame. Voglio una bistecca).

Significa non comportarsi come se hai ancora i soldi perché non hai soldi. Hai una carta di credito. Usarla per vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche sarebbe un suicidio finanziario.

A prescindere se sei in debito per sfortuna o per cattive scelte non importa. Quello che importa è prendere in mano la situazione. Come si dice, quando ti trovi in un buco, smetti di scavare. In altre parole, smetti di spendere. Cenare fuori, vacanze, giochi, acquisti, elettrodomestici, biglietti per concerti, semplicemente non puoi avere questo cose.

Ma ecco la parte buona: una volta tornati di nuovo economicamente in grado di comprare quelle cose, non ti interesserebbero più di averle. Ecco come funziona la regola.

Il mio più importante strumento per gestire i soldi non è stato in grado di capire come guadagnare di più, ma piuttosto mi ha fatto scoprire quanto poco ho davvero bisogno e quanto ho già. Certamente, provo di trovare dei metodi per risparmiare. Cucino piatti semplici che costano praticamente niente. Compro cose di seconda marca e uso molti buoni acquisto.

Ma come salvo i soldi non è importante. Quello che è importante è sapere che ho qualsiasi cosa mi serva e alcune cose che voglio. Anche se non sono mai stata più al verde, stanca e incerta per il futuro, non sono mai stata cosi felice. Non sono una praticante Zen, ma posso dire che avere meno ti fa più riconoscente per quello che hai. Ho anche imparato che non avere niente ti lascia molto più spazio nella tua vita, cosi come nella tua dimora.

Potrei non aver voluto scegliere questa vita. Ma ora ce l’ho.

Ecco cosa ho già imparato: essere poveri non significa non volere le cose, significa volere le cose che ti servono. Quando i vestiti sono consumati ne prendo di nuovi. Col tempo, vorrò un nuovo computer per i miei articoli. Molte famiglie hanno problemi finanziari e vorrei aiutarle. Mi piacerebbe viaggiare. Un giorno mi comprerò uno stereo cosi da poter mettere un po di musica, e vorrei donare un po per l’educazione, cosi che anche gli altri possano avere le opportunità che sto avendo.

Queste sono cose interessanti, ma potrei essere felice anche se non riuscissi ad averle. Potrei guadagnare un salario decente un giorno. Ma non mi interesserebbe se non potessi avere un lavoro ben pagato perché so come essere povera: vivi bene con quello che puoi permetterti e cerchi di migliorare la tua vita.

La vera prosperità è più di un po soldi. Essere ricchi non mi renderebbe felice o generosa. Questi modi di sentirsi non hanno niente a che fare con il tuo bilancio.

Non che essere povera mi renda migliore. Mi rende più attenta. E riconoscente.

Original article is here

Essere Poveri

17 maggio 2011

Preso da un blog americano.

Essere poveri è sapere esattamente quanto ogni cosa costa.

Essere poveri è arrabbiarsi con i propri figli perché chiedono qualsiasi cagata dalla TV.

Essere poveri è comprare macchine da 1.000€ perché sono le uniche che puoi permetterti, e avere la macchina guasta di continuo, perché non esiste una macchina da 1.000€ che valga qualcosa.

Essere poveri è sperare che il mal di denti passi da solo.

Essere poveri è sapere che i tuoi figli vanno a casa degli amici, ma i loro amici non vengono mai nella tua.

Essere poveri è andare al bagno prima della fila per il pranzo a scuola, cosi i tuoi amici vanno prima di te e non vogliono sentirti dire “Non pago per il pranzo” quando ti avvicini alla cassiera.

Essere poveri è vivere vicino una strada trafficata.

Essere poveri è tornare in macchina con i tuoi bambini seduti nel seggiolino, giocando con quella scatola di cereali che hai appena comprato e cercare di fargli capire che quella scatola deve durare.

Essere poveri è chiedersi se il tuo ben piazzato fratello non stia mentendo quando dice che non gli dispiacerebbe se gli chiedessi aiuto.

Essere poveri è avere giochi fuori marca.

Essere poveri è un riscaldatore in una sola camera della casa.

Essere poveri è sapere che non puoi lasciare 5€ al bar quando i tuoi amici sono intorno.

Essere poveri è sperare che i tuoi figli non creschino troppo velocemente.

Essere poveri è rubare la carne da un negozio, friggerla prima che tua madre torni a casa e dire che non deve cucinare che tanto non hai fame.

Essere poveri è avere biancheria da mercato.

Essere poveri è non avere abbastanza spazio per tutte le persone che vivono con te.

Essere poveri è sentire il suono della colla quando cammini nel supermercato.

Essere poveri è avere un figlio a scuola che è l’unico ad avere un libro vecchio di 15 anni e nessun aria condizionata a casa.

Essere poveri è credere che 500€ al mese sia una buona paga.

Essere poveri è contare su delle persone che non gliene frega niente di te.

Essere poveri è una notte sotto le luci al neon dei cartelloni pubblicitari.

Essere poveri è trovare la lettera che tua madre ha scritto a tuo padre, chiedendo un aiuto per mantenere i figli.

Essere poveri è una vasca che devi svuotare dentro il gabinetto.

Essere poveri è fermarsi per prendere una lampada abbandonata da uno sconosciuto.

Essere poveri è preparare il pranzo per i tuoi figli, quando uno scarafaggio corre sopra il pane, e tu controlli che i tuoi figli non abbiano visto.

Essere poveri è credere che un diploma faccia una cazzo di differenza.

Essere poveri è avere persone arrabbiate con te solo perché cammini nel centro.

Essere poveri è non prendere quel lavoro perché non hai nessuno di fiducia a cui affidare i tuoi figli mentre lavori.

Essere poveri è la polizia che fa irruzione nell’appartamento del vicino.

Essere poveri è non parlare a quella ragazza perché probabilmente riderebbe del modo come sei vestito.

Essere poveri è sperare che qualcuno ti inviti a cena.

Essere poveri è una passeggiata al centro con un sacco di vetri neri.

Essere poveri è avere delle persone che credono di conoscerti per il modo in cui parli.

Essere poveri è aver bisogno di quell’aumento di 35 centesimi.

Essere poveri è l’insegnante dei tuoi figli che sa che non hai libri a casa.

Essere poveri è avere 6€ che ti mancano per la bolletta e non sapere come chiudere quel buco.

Essere poveri è piangere se ti cade il panino per terra.

Essere poveri è sapere che lavori duramente come qualsiasi altro, in qualsiasi posto.

Essere poveri è avere persone che sono sorprese nell’accorgersi che non sei effettivamente stupido.

Essere poveri è avere persone che sono sorprese nell’accorgersi che non sei effettivamente pigro.

Essere poveri è aspettare 6 ore al pronto soccorso con un figlio malato che ti dorme in braccio.

Essere poveri è non comprare mai una cosa che qualcun’altro non abbia già comprato prima.

Essere poveri è comprare la pasta da 50 centesimi e non quella da 60 centesimi perché sono due confezioni risparmiate per ogni 10€ che spendi.

Essere poveri è dover vivere con scelte che non sapevi di aver fatto quando avevi 14 anni.

Essere poveri è stancarsi delle persone che ti vogliono grate.

Essere poveri è sapere di essere giudicati.

Essere poveri è una scatola di colori da 1€ e un libro per colorare ricevuti in omaggio in un centro di regali per natale.

Essere poveri è controllare il resto ad ogni distributore elettronico di caffè che vedi.

Essere poveri è decidere che va bene basare una relazione sulla reciproca assistenza.

Essere poveri è sapere che veramente non dovresti spendere quei soldi su una lotteria.

Essere poveri è sperare che la cassiera ti abbuoni quel centesimo.

Essere poveri è sentirsi inutile quando i tuoi figli fanno gli stessi errori che hai fatto, e non vogliono sentirti pregare di non farli.

Essere poveri è un raffreddore che non va via.

Essere poveri è assicurasi di non sporcare il divano, giusto in caso lo devi ritornare al termine del contratto.

Essere poveri è un assegno di 200€ anticipati da una compagnia che prende 250€ in dietro.

Essere poveri è 4 anni di classe serale per un associazione di artisti.

Essere poveri è un letto ruvido e senza rete.

Essere poveri è sapere dove il dormitorio è situato.

Essere poveri è avere delle persone che non sono mai state povere e si chiedono il motivo per il quale hai scelto di esserlo.

Essere poveri è sapere quanto è difficile smettere di essere poveri.

Essere poveri è vedere quante poche opzioni hai.

Essere poveri è correre da fermi.

Essere poveri è avere le persone che si chiedono perché non te ne sei andato.


Importante su questo blog.

17 maggio 2011

Primo di tutto, questo blog non vuole prendere niente con filosofia, non si dice che i ricchi stanno male e che i poveri stanno bene.

Ci sono ricchi che vivono bene cosi come poveri che vivono bene. Ci sono anche dei ricchi che vivono male e dei poveri che vivono male.

Chi viene qui non viene per leggere “la vita da ricco fa schifo, poveri si vive meglio”, oppure “i poveri sono più felici dei ricchi” e altre banalità del genere.

Non si vuole neanche far credere alle persone che diventare ricchi sia una  necessità, ognuno fa quello che vuole, finchè può.

Nessuno credo si senta contento ad avere le tasche vuote, e dubito che qualcuno si senta contento a star sempre dietro alle nuove schifezze che ogni giorno si vendono per essere “piu fighi” tra la gente.

Questo blog in genere traduce degli articoli dando la fonte dove presente. Gli articoli originali in genere sono scritti da persone che vivono o hanno vissuto sulla soglia se non nella pura povertà, senza soldi e con figli e spese a carico.

Non sono articoli cazzatari scritti da giornalisti per il solito quotidiano dove ti dicono come risparmiare due stupidaggini e sotto ti scrivono che se non hai il nuovo telefono sei un cesso.

Questo blog si rivolge in genere alle persone che vorrebbero risparmiare in maniera migliore, prendendo spunto da chi deve risparmiare perchè altrimenti lo buttano in strada a calci.

Non è un blog per poveri soltanto, anche persone economicamente ricche potrebbero trovare molti spunti. Del resto risparmiare è quasi un arte.

Mi auguro che troviate molti di questi post utili. Saluti.